5 Sabati in Abbazia: Mechitar di Sebaste e la rinascita del monachesimo e della cultura armena

Sabato 17 MARZO, alle ore 10,30, nella Sala Polifunzionale della Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata (Abbazia di S. Nilo) avrà luogo il terzo incontro del ciclo 2018 dei 5 Sabati in Abbazia , che quest'anno è dedicato ai "Santi e sapienti, volti delle Chiese orientali" cioè a personaggi e figure eminenti del mondo orientale e bizantino che per il loro pensiero e le loro opere hanno rappresentato e rappresentano il "volto" stesso delle loro Chiese.

P. Kevork Sarkissian, del Monastero Mechitarista di S. Lazzaro degli Armeni di Venezia. ci parlerà di Mechitar di Sebaste (XVIII sec.) e la rinascita del monachesimo e della cultura armena.
"MECHITAR (arm., Mxithar "consolatore") è il fondatore della congregazione dei mechitaristi. Nacque a Sïvas (Sebaste) il 7 febbraio 1676; il suo nome di battesimo era Manuk. Manifestò presto la vocazione religiosa, e fu ordinato diacono nel convento di Santa Croce a Sebaste. L'incontro a Erzerum con un missionario occidentale, e una migliore conoscenza da lui acquistata della chiesa di Roma, fecero presto maturare in lui l'idea di cercare da Roma soccorso alle disgraziate condizioni del suo popolo ignorante della religione. Dopo un primo vano tentativo di venire in Italia, fu ordinato sacerdote a Sebaste, e a Erzerum ottenne il grado di dottore in teologia. Trasferitosi a Costantinopoli, si diede all'insegnamento e alla preparazione di missionarî per i suoi connazionali, professando la necessità dell'unione della chiesa armena con la romana. Per sottrarsi alla persecuzione del clero armeno scismatico e a quella delle autorità turche ...[omissis]... M. e la congregazione da lui fondata nel 1701 si rifugiarono prima in Morea, a Modone, e poi a Venezia, nell'isola di San Lazzaro, loro offerta dalla Serenissima (1717). Quivi M. passò il resto della vita. ...[omissis]... Tutta la vita, oltre che all'apostolato, fu data allo studio, all'insegnamento, alla raccolta di libri e manoscritti; opera benemerita che, anche a prescindere dalla sua attività religiosa e missionaria, gli assegna un posto cospicuo nella restaurazione della lingua e della letteratura armena. M. morì a San Lazzaro il 27 aprile 1749." (Da: Mechitar, di Aldo Zanotti - Enciclopedia Italiana Treccani).

Il tradizionale intermezzo musicale sarà curato dalla Accademia Musicale di Alto Perfezionamento Musicale Roma Castelli

Ai partecipanti sarà distribuita una documentazione sul tema dell'incontro.

 

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